Il libro

La straordinaria esperienza della scuola dell’infanzia comunale Rosai-Caiani-Polverini di San Giovanni Valdarno

La scuola Rosai-Caiani, dal settembre del 1974 non più materna ma dell’infanzia, è stata una scuola di quartiere ambita anche da chi in quel quartiere non era residente.

È stata una scuola amata e lo testimoniano i racconti raccolti in questa pubblicazione e la ricchezza dei documenti in allegato conservati gelosamente dai genitori di allora. Non è stata solo una scuola di quartiere, ma del quartiere e i cancelli erano sempre aperti per uscire e per lasciare entrare, una scuola aperta capace di accogliere e di far tesoro di ogni forma di «iniziativa popolare».

Fare «partecipare il quartiere, la popolazione, la città, le forze sociali, non solo l’amministrazione burocratica, alla gestione […] di tutta l’attività educativa» è stata la ricchezza e la diversità della Rosai-Caiani. La «memoria di ogni giorno, di ogni singolo lavoro restava ed era fruibile». «Si allestivano mostre fotografiche meravigliose anche fuori della scuola»; «le mostre che documentavano il nostro lavoro, venivano allestite anche sotto i portici del Comune o negli spazi pubblici».

Presenza fondamentale era il Comitato di Gestione costituito prevalentemente da genitori, ma il suo cuore pulsante era il collettivo degli otto insegnanti, compresa l’insegnante d’atelier e Luciano, unico uomo, figura decisamente rara per l’epoca e totalmente assente nella scuola materna statale. «Le famiglie erano a conoscenza delle attività della scuola sia partecipando alle varie riunioni periodiche, ma anche osservando visivamente le centinaia di cartelloni che tappezzavano pareti, vetrate e mobili: riassumevano in forma scritta e figurativa le esperienze didattiche della scuola.»

«Erano gli anni del famoso impegno politico a tutti i livelli. Da noi si traduceva in pratica didattica, discussione, ma soprattutto passione. Passione che mettevamo nelle proposte didattiche, nella osservazione sistematica e documentata dei processi di apprendimento a livello individuale e di piccolo gruppo. Il momento culminante della pratica didattica erano le feste: erano l’unione della scuola con il quartiere, con il territorio.»

Tutte le persone di quel collettivo hanno aderito con entusiasmo all’idea di questa raccolta di esperienze e documenti che ha permesso di arrivare a questa pubblicazione. Un progetto forse ambizioso, ma meritevole di essere intrapreso per salvare la storia della singolare e interessante esperienza della Rosai-Caiani di quegli anni ormai lontani, ma ancora così presenti nei cuori di chi l’ha frequentata o solo conosciuta.

Marina Macchio
San Giovanni Valdarno, ottobre 2022